L’amore è una cosa semplice

È strano come a volte scioccamente si passi la vita a odiare qualcuno o qualcosa, col cuore gonfio di rancore e una rabbia soffocata, che continua a scorrere sotto pelle come un fiume carsico, che non vedi ma c’è, lo senti. È un sentimento buio che pare non possa estinguersi mai. È un dolore che t’accompagna per anni, adombrando persino i giorni migliori. È un non riuscire a godersi gli attimi di rara felicità, i successi, i traguardi raggiunti, perché manca sempre qualcosa, quel qualcosa a cui abbiamo deciso di dare un’importanza spropositata fino a farlo diventare il centro della nostra serenità e, quindi, se manca quello, manca tutto, mancano i sorrisi, la spensieratezza, la gioia del cuore. Quasi non ce ne accorgiamo, ma ci lasciamo trascinare da un mare di negatività, non dando valore alla meraviglia che ruota attorno a noi. Diamo più peso all’assenza che alla presenza, al rifiuto che alla scelta, alla mancanza che all’amore.

Vivere con un’ombra sul cuore non è vivere, è esistere, è trascinarci lungo giorni sempre uguali, grigi, spenti, in attesa di trovare la risposta ai nostri interrogativi o la chiave dell’enigma che ci ha da sempre tormentati. Ma non sempre la vita ha le risposte che ci aspettiamo.  A volte passi un’intera esistenza a chiederti perché, dove, quando e come hai sbagliato, perché proprio a te, perché non c’è via d’uscita. Altre, invece, capita che improvvisamente, senza un motivo apparente, il tuo cuore si liberi da ogni rancore, da ogni forma di odio, da ogni tentativo di colpevolizzarsi pur di ottenere una ragione che giustifichi il dolore. Eppure, la verità è che spesso non esiste una ragione in grado di farci accettare e sopportare il male ricevuto, non c’è un motivo che la mente possa comprendere e giustificare per razionalizzare un evento doloroso. Umanamente siamo sempre alla ricerca del perché qualcosa sia accaduto, ma non ci accorgiamo che i tentativi di dare un nome agli eventi sono spesso alibi, mistificazioni, giustificazioni che ci diamo per assolvere l’altro o per assolverci.

Forse la chiave di tutto sta semplicemente nella banalità del male, perché da sempre è più facile ferire che guarire, è più comodo abbandonare che restare. È più immediato e meno impegnativo distruggere tutto in un attimo che sforzarsi di costruire insieme, passo dopo passo, qualcosa in grado di resistere persino alla più tremenda delle burrasche. Non c’è rapporto umano che non conosca la crisi, ma è nella capacità di superarla che si nasconde l’amore. E a volte bisogna soltanto lasciare andare chi non ci ha scelti, chi ci ha cacciati dalla sua casa e dal suo cuore, chi ci ha urlato contro mentre gli tendevamo la mano. Non è vigliaccheria o arrendevolezza; è salvarsi. È una cosa che non puoi capire da bambina o da adolescente, quando, per te, l’affetto, le origini, le radici, sono qualcosa di cui hai visceralmente bisogno e un rifiuto non lo accetti, non lo capisci, è una ferita che ti lacera dentro e brucia sempre di più a ogni tappa della crescita, a ogni traguardo che vorresti condividere come fanno tutti gli altri ma non puoi e non capisci perché. È una cicatrice che ti porti cucita sulla pelle e da cui non sai distogliere lo sguardo, fino a farla diventare la tua ossessione. È quella voragine che non sai colmare, quel vuoto a cui non sai dare un nome, quell’assenza e quel dolore che inevitabilmente diventano metro di paragone, moniti per diffidare di chiunque, per chiudersi a riccio e imparare a cavarsela da soli, perché nulla è scontato, nulla è dovuto, neppure quei legami che per natura dovrebbero essere istintivi, forti, irrinunciabili.

Quando la vita comincia in salita è più difficile lasciarsi andare, mettere le ali al proprio cuore, provare quella leggerezza degli anni più belli, stupirsi per i doni che la vita sa ancora porgerti. È più difficile resistere ai pensieri brutti, alla voglia di farla finita, perché è un attimo e tutto può cambiare, basta un solo attimo di fragilità per rinunciare alla vita e alla sua meraviglia. Eppure, c’è il risvolto della medaglia: crescere con una salita da affrontare fortifica. Non lo capisci certo mentre ti disperi, mentre tutto è buio e non ha un senso, ma è in quei momenti che si forma il tuo carattere, che viene fuori il meglio e il peggio che sai dare, la tua voglia di aggrapparti a qualunque cosa pur di dimostrare che vali, che non sei un rifiuto, che puoi esser degna dell’affetto negato. Il dolore ci rende umani, fragili ma tempra il nostro carattere, anche se è qualcosa che capiremo solo dopo e a distanza, perché, nostro malgrado, dobbiamo attraversare il male per sorprenderci del bene inaspettato che la vita sa regalare a chi non molla.

Oggi so che ogni ferita, ogni dispiacere, ogni desiderio represso della me bambina è stato ripagato dagli abbracci, dai sorrisi, dalle mani tese di chi la vita ha messo sui miei passi strada facendo. L’amore non è qualcosa di dovuto dal nostro sangue per il semplice fatto di essere nati in quella famiglia. Non è scontato, non lo si può invocare, supplicare, imporre. L’amore è un dono che arriva quando e dove non lo aspetti, sono braccia aperte sconosciute quando sei sola e devi ricostruire tutto, sono le lacrime asciugate da chi resta e ti accompagna in un ogni momento della tua vita. L’amore è una cosa semplice, siamo noi che ci ostiniamo a complicarlo.

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12 pensieri su “L’amore è una cosa semplice

    1. Sono convinta che l’amore nella sua essenza, quando non lo etichettiamo con nessun aggettivo, sia cosa semplice, sia dono e sorpresa, meraviglia e gratitudine. Quando parliamo d’amore passionale, struggente, totalizzante o d’amore malato o anche d’amore complicato, aperto, chiuso, soffocante, stiamo già descrivendo un rapporto o un sentimento che è altro, è qualcosa di diverso dall’essenza pura dell’amore. Credo che l’amore non sia qualcosa da costruire o da man-tenere, nel senso proprio di tenere per mano, accompagnare nella crescita. L’amore non lo scegli, arriva e ti stravolge. Si costruiscono i rapporti, si mantengono e si rafforzano i legami, ci si strugge per la mancanza, per l’assenza, per la gelosia, per il dolore ma non per l’amore. L’ Amore è altro. L’Amore è Amore e basta.

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          1. Io, invece, mi stupisco quando inaspettatamente qualcuno mi apre il suo cuore e le sue braccia, donandomi amore come fossi una figlia, una sorella, una moglie, un’amica di sempre, ma senza esserlo, senza che un legame, un nome, un’etichetta giustifichi o aiuti a comprendere la forza, la bellezza e la purezza di quel sentimento Per me quello è Amore.

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  1. Sono più che d’accordo, l’amore è una cosa semplice. Quando si ama una persona non la si fa soffrire, la si rispetta ed il desiderio di passare molto tempo insieme a lei è sempre forte. Quando non esistono questi presupposti, per come la vedo io, meglio lasciar perdere da subito.
    Per chi fosse interessato ho scritto qualcosa in merito tempo fa che mi sembra calzante con l’argomento di questo post:

    https://www.mr-loto.it/2016/amore-vero.html

    Un saluto

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