Casa è il volto di chi ami

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Casa è dove lasci il cuore; è dove desideri ardentemente tornare quando hai bisogno di ritrovarti. Casa è l’abbraccio che ti consola, è il sorriso amico, è la mano tesa, è l’ascolto sperato. Casa è il volto delle persone che ami. È ciò che più ti manca quando sei lontana. È il tuo cantuccio, il posto in cui puoi gettare la corazza e sentirti finalmente libera. Casa è ciò che tenti di ricreare nell’angolo di mondo in cui la vita ti ha portata.

Qui in montagna ho scoperto che posso sentirmi un po’ a casa lasciandomi coccolare dalle anime che hanno incrociato i miei passi. E così non ci sono ruoli, schemi, formalità: qui sono e mi sento soltanto Amélie. Mi piace affollare le mie giornate di volti, sentieri, parole. Mi piace riempirmi gli occhi di verde, respirare a pieni polmoni, ascoltare i miei pensieri. Voglio vivermi questo tempo assaporandone ogni attimo, perché se sono finita proprio in questo spicchio di universo dovrà esserci un motivo.

Per ora credo che qui mia diano della prof. matta, una che al mattino se ne va a passeggiare per i sentieri e poi si unisce alla sua assistente per raccogliere le olive. Una che improvvisamente si sdraia a terra, sul verde dei campi, tra fiori selvatici e cicale, mentre con il naso all’insù e la testa persa tra le nubi ritrova l’incanto del silenzio.

L’ulivo tace, il vento non accarezza le sue foglie. Le voci della terra sono fioche, lievi, frante. Hanno la consistenza del vapore, sono respiro, fiato vitale. Echeggiano dolci preghiere sussurrate, antiche nenie cadenzate, struggenti lamenti soffocati. Incoraggiano i canti dei carrettieri, tengono il ritmo alla zappa, accompagnano lo strascico delle reti sotto le piante. La terra è grembo materno. È casa. E casa ha il volto di chi ami e di chi vorresti qui a condividere quest’angolo di paradiso.

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9 pensieri su “Casa è il volto di chi ami

  1. prima di leggere il brano, osservando la foto, rispondevo mentalmente al tuo titolo dicendo: “anche un olivo può essere casa” E tu chiudi il brano arrivando alla stessa conclusione 🙂
    ricordo un post dove eri sconfortata per essere stata mandata a insegnare in un paesino isolato, ora mi pare cominci a provare calore per questi stessi luoghi.
    E belle le parole con cui lo dici.
    ml

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  2. i luoghi parlano, hanno voglia di essere ascoltati e comunicarci il loro messaggio. che non è mai uno e uno solo, ma ognuno di noi ne legge diversi. ed è questo che più mi affascina. sei fortunata cara prof matta, continua a sdraiarti sui campi e a chiacchierare con le voci della terra.

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