L’amore che sopravvive

– Mi manca tanto, mi mancano persino i suoi difetti, soprattutto i suoi difetti.

La voce dall’altro capo della cornetta trema e io mi commuovo dinanzi a quella viscerale dichiarazione d’amore. Dopo una vita che hanno trascorso insieme, le mancano i suoi difetti. È facile innamorarsi dei pregi di un uomo, ma per restargli accanto devi amare le sue imperfezioni, le cose di lui che ti fanno arrabbiare, quei difetti che lo rendono insopportabile, anche se poi non riesci proprio a smettere di sopportarlo e di amarlo, neppure quando tra voi si frappone la morte. Ascolto la sua voce, i suoi racconti, la vita senza di lui e mi accorgo di quanto possa essere grande e profondo un amore capace di unire due vite così a lungo, nutrendosi dei nonostante tutto. E così capita che, mentre sorseggi un caffè, passeggi distratta per strada o scorgi una lacrima sul tuo volto riflesso allo specchio, il ricordo di lui si insinua tra i pensieri e non va via. Spunta il suo broncio, riecheggia il tono alto di voce, risuonano i baci che ancora vi scambiavate, i suoi discorsi catastrofici, le tue urla per i suoi pasticci, i tuoi piccoli segreti, la sua gelosia.

– Ho amato la sua onestà e la sua gentilezza.

Ti ha conquistata con la sua purezza, con quel candore d’altri tempi, incapace di arrecare dolore. In fondo, siamo attratti da ciò che vorremmo essere. Cerchiamo nell’altro quel che ci manca,  l’ago che ristabilisca l’equilibrio, l’incastro perfetto. Lui era l’inizio e la fine dei tuoi giorni, l’alba e la notte, l’estate e l’inverno, la passione e la saggezza. Nelle sue paure dovevi sentirti forte. Nella sua onestà sei stata donna amata e venerata.

Lo amavo ancora e lo amo ancora, mi dici ed io ti credo, perché l’amore vero è fatto di quotidianità, di respiri, profumi, bisticci. È ricordargli di prendere le medicine all’ora giusta, è andare insieme dal medico, è aspettare i verdetti già conoscendoli ma invocando un miracolo. È pregare come mai prima di oggi. È invocarlo nei sogni, baciarlo su una foto, è parlare ancora con lui come se fosse lì accanto a te. L’amore è passione che brucia, affetto che resta. È tormento, bufera, ma anche àncora di salvezza, porto in cui attraccare, mare di casa. È perdersi nei suoi occhi, è mordersi le labbra per non farlo dispiacere, è vederlo bello anche con le rughe e i capelli bianchi. È passare una vita a rimproverarlo per le sue dimenticanze, per le camicie sgualcite, per la terra sotto le scarpe seminata in ogni angolo di casa e poi scoprirsi a desiderare disperatamente di vedere ancora il pavimento cosparso di terra, per seguire le sue orme e sentirlo ancora tra quelle mura con te.

L’amore che sopravvive è una spina nel fianco, è sale su una ferita aperta, è una zanzara che ti ronza nell’orecchio senza trovare pace, t’azzanna e ti dissangua, ti tormenta e di sfibra. È un nodo alla gola e uno ancora più stretto al petto. È odio, rabbia, disperazione per essere rimasta sola. È una salita che toglie il respiro, è lo spago dell’aquilone che resta stretto alla mano mentre il sogno svanisce. È il profumo pungente del crisantemo che soffoca la dolcezza della rosa. È l’ultimo tempo della vita che ha smarrito la sua rotta. È un sentirsi a metà, imperfetti e vulnerabili. È voler rivederlo, abbracciarlo, baciarlo, toccarlo, stringerlo, trattenerlo. È l’amore più vero, quello più forte del finché morte non ci separi. È l’Amore. Quello che senti dentro e non puoi spiegare, quello che ti tiene sveglia la notte, che va oltre le distanze, le assenze, la morte.

– Mi capisci? Vorrei un amore così anche per te.

Sì, ti capisco, con ogni fibra del mio corpo, ora come mai. Ti capisco e ti sento vicina.

Ma come siamo finite a parlare d’amore io e te? Troppe generazioni si frappongono tra noi. Le convenzioni vorrebbero che non ci sentissimo. Eppure, mi sciolgo quando mi dici che mi vuoi bene e che desideravi sentire la mia voce. Somigli alla nonna che avrei voluto avere. Non sento più il peso dei miei ventotto anni, di quello che ero e che sono. Mi sento bambina tra le tue parole. Riesco ad aprirti il mio cuore e a confidarti cose che non sono riuscita a dire a nessuno. È strano, incomprensibile. È un legame nato tra le piaghe del dolore. Ti dico che forse è sbagliato amare così e tu, con una dolcezza ferma e disarmante, con la saggezza di chi ha vissuto sulla propria pelle le cadute e le risalite, mi dici che nulla è mai sbagliato quando si ama. Ti sento donna, fatta di carne e amore, e di quegl’anni in più che ti rendono chiare le cose oscure.

Annunci

5 pensieri su “L’amore che sopravvive

    1. luminariasprecata

      Nonostante sia stata forse solo una dolce illusione, sono certa che un tempo ti ha reso felice, facendoti scoprire una parte di te che non conoscevi. Per quelle emozioni vere che hai provato, per tutte le volte che ci hai creduto, che ti sei sentito vivo, che hai visto sopravvivere un amore così profondo, nonostante tutto, ne è valsa la pena. Un abbraccio forte, Romeo

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...