Ora è davvero finita…. o forse no?

Questa sera ho guardato la scuola e con le lacrime agli occhi ho detto: “Ora è davvero finita!”. Qualcuno mi ha risposto che, invece, per me è proprio da qui che qualcosa comincerà. La verità è che lì lascio un pezzo importante del mio cuore e della mia vita. Lascio i miei fantasmi, le mie paure, il mio primo grande amore. Lascio anche diciassette volti che mi hanno riempito di gioia, perché sono stati la mia sfida, la mia àncora, il mio pensiero felice. Hanno dato un senso e un volto alla mia passione. Mi hanno fatto scoprire quella bellezza sotto le macerie di cui sono innamorata. Perché, diciamocelo, è facile fare gli insegnanti quando hai dinanzi a te tutti piccoli geni, ma è più bello e gratificante trasmettere valori, prima che contenuti, a ragazzi che hanno storie impegnative e sono in guerra con la vita.

All’inizio ero arrabbiata con il destino che mi ha portato ad insegnare proprio lì, invece oggi sono grata, perché mi è servito per crescere, per diventare una donna capace di affrontare ogni giorno le sue paure con un sorriso che non lasciasse trasparire la tristezza del cuore. Mi ha fortificato fare i conti ogni mattina con l’assenza, vincere i silenzi e continuare a credere nel coraggio delle parole. Perché anche quando ho gridato al vento, anche quando ho attraversato la strada con gli occhi velati dall’amarezza, non mi sono mai arresa. Ho continuato a dar voce al mio cuore, perché non bisogna mai aver paura di esprimere le proprie idee e i propri sentimenti. Il silenzio è vigliacco, il cuore non è mai ridicolo. Il silenzio uccide, il cuore ama. Vorrei insegnare questo ai miei ragazzi e, soprattutto, vorrei che desiderassero ardentemente di essere felici, e di pretenderlo ad ogni costo. Ma davvero felici, in pace con se stessi e con il mondo, sereni, sicuri delle proprie scelte, appagati, coraggiosi, ostinati, determinati, anche audaci ma senza mai rimpianti. Vorrei che inseguissero quell’essenziale invisibile agli occhi che è fine e meta di ogni viaggio.

Stare dall’altra parte della cattedra mi ha offerto il dono migliore che questo mestiere potesse darmi: gli occhi dei miei ragazzi. Quegli sguardi curiosi, famelici, a volte dispettosi, altre volte attenti, altre ancora preoccupati, ansiosi o burloni. Quegli occhi sinceri e spensierati, che non conoscono maschere o filtri. Quegli occhi che cercano un cenno, un incoraggiamento, una guida, un punto di riferimento. Quegli occhi e quelle mani che ti afferrano e ti invitano a camminare con loro. Appoggiata su quella cattedra, mi sono goduta lo spettacolo di quegli occhi che mai dimenticherò. Un pezzo del mio cuore sarà sempre tra quei banchi, in quella scuola, in quella strada.

Questa notte e queste lacrime non le scorderò. Le parole sincere dei mie ragazzi, quelle che arrivano stasera, quando tutto è finito, mi ripagano di qualsiasi sacrifico, mi riempiono di gioia e di un’emozione così grande e impagabile che solo chi ama e fa col cuore questo lavoro potrà capire.

Amélie

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7 pensieri su “Ora è davvero finita…. o forse no?

  1. “il cuore non è mai ridicolo” bellissimo concetto che se, come penso, sei riuscita a trasmettere (e lo si trasmette con il proprio essere più che con le parole) ai tuoi bambini hai da essere orgogliosa del tuo lavoro.
    ml

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