Amare a perdere

s. chiara

Viaggiare, scoprire, custodire ricordi. Amavo farlo con te. Non ho desiderato più alcuna meta da quando sei andato via. Non ho più progettato itinerari. Non ho pianificato orari, strade, percorsi. Non bastano i miei soli occhi a rendere unici frammenti di vita.

Torno in città dopo tanto tempo. Il caos, il traffico, il folclore, il primo caldo afoso. Quanti anni ho trascorso legata a filo doppio a questa città! Mente e cuore sono qui. Non puoi odiarla. È verace, feroce, maledetta, ma unica. Ti incanta e ti strega. Tutta la bellezza del mondo è custodita qui. Quante cose ancora ho da vedere! Questa volta, però, tu non ci sei.

Attraverso il Chiostro maiolicato di Santa Chiara e una strana pace mi invade. È un posto meraviglioso. Si respira serenità. Forse persino la tua inquietudine qui troverebbe un istante di pace. C’è un silenzio mistico. Sembra di essere lontani dal trambusto cittadino, dalle voci chiassose degli scugnizzi, dai venditori agli angoli delle strade. Sulle colonne e sui sedili maiolicati bozzetti campestri, scene mitologiche, episodi di vita della Napoli tra il Seicento e il Settecento. Giochi di luce, sfumature e ombre rendono tutto incantevole. Mi perdo col naso all’insù. Gli affreschi sulle volte degli archi sono uno spettacolo. Quelli sulle pareti laterali sembrano avvolgerti in un abbraccio. Il mondo sembra un posto migliore qui. Terra, aria, fuoco, acqua. La vita è tutta qui. Questa pace che investe l’anima, ti costringe a fermarti, a riflettere. Non esiste il tempo. Le lancette dell’orologio si fermano. Mi siedo. C’è una voce femminile che intona un canto da conservatorio. Gli uccelli sembrano starle dietro con il loro cinguettio. L’acqua zampilla da una fontana. Il Paradiso deve somigliare a un posto così.

Entro nel museo, mi aggiro tra i resti sopravvissuti al bombardamento. In sottofondo, la voce struggente di Murolo incanta quelle mura. Malinconica e nostalgica come la canzone Munasterio ‘e Santa Chiara in filodiffusione. Lì, il forte desiderio di tornare a Napoli dopo la guerra si intreccia con la paura di trovare solo distruzione e macerie. Qui, in questo cuore, ancora oggi desideri, macerie, attese e ritorni negati. Presenze e assenze. Ad ogni passo un ricordo delle meraviglie viste insieme. Flash ingannevoli. Mi volto. Sembra di sentirti lì accanto a me. Forse sei rimasto indietro in qualche sala, con lo sguardo perso dietro l’obiettivo. Forse sei salito al piano superiore. Non sento, però, la tua voce che mi implora per uno scatto. Quanto ti faccio penare, prima di accontentarti, per poi puntualmente infrangere le tue istruzioni. Non mi piace sentirmi lo sguardo addosso. Non riesco a vestirmi di leggerezza. Sfuggo per non soffocare. Ti dispiaci, non comprendi, metti il broncio. Credi non capisca la tua passione. Non è così. Non riesco a star ferma lì, ad assecondarti, a costringermi in un’istantanea. Ci sto stretta. Mi assale l’angoscia. Vado in apnea. E non sono più io. Catturami quando sono distratta, quando so che ci sei ma non ti guardo, quando sono persa tra le nuvole, quando non ho filtri, quando non devo e non voglio, quando sono assente. Chiudimi in quell’istante e, quando senti la nostalgia alla bocca dei ricordi, accarezzami. Stringimi forte e pensa a quanto ci siamo amati.

Una voce mi ha sussurrato all’orecchio: «Puoi scegliere di amare a perdere per tutta la vita, è un tuo diritto, ma intanto non ti accorgi della meraviglia che hai attorno. I tuoi occhi sono distratti, non guardano più».

Ho sentito un brivido lungo la schiena. Quell’amare a perdere risuona come una condanna.

Ed io, con un filo di voce: «Certe cose non si scelgono».

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13 pensieri su “Amare a perdere

  1. “Certe cose non si scelgono”. E’ una cosa che mi dico sempre …. l’amore come sempre accade purtroppo o per fortuna condiziona spesso i nostri umori, le nostre giornate, perfino l’aroma del caffè 😉 Complimenti!!!

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    1. LuminariaSprecata

      Si può scegliere di vivere di finzioni oppure assecondare il cuore, ma quando opti per quest’ultimo non puoi più importi nulla, non puoi far altro che assecondare i tuoi stati d’animo. Perché i sentimenti non si scelgono. Non puoi decidere cosa provare o non provare, chi o cosa amare. Ti abbraccio, Romeo. E grazie per la tua presenza.

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  2. Proprio ieri parlavo del Chiostro di Santa Chiara a delle persone che non sono mai state a Napoli, la mia città natale. Oggi, sono emigrante a Roma, ma la mia Casa è Napoli.
    Nel descrivere il motivo per cui il Chiostro è imprescindibile quando si visiti Napoli, è proprio quanto tu hai descritto: l’atmosfera di serenità contagiosa e mistica quanto l’assistere a un bellissimo tramonto. Non te ne spieghi il motivo, non ce n’è bisogno, lo sai e basta.
    È la prova che l’Uomo per quanto capace di nefandezze è capace di creare bellezza.
    Fregature nel vivere quotidiano ce ne saranno, ma la bellezza da qualche parte c’è sempre per ognuno di noi.
    Occorre non farsi fiaccare è mai perdere le energie per andare a cercare la nostra porzione di bellezza.

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    1. luminariasprecata

      Mi trovi pienamente d’accordo. Spesso la bellezza si nasconde negli angoli in cui mai cercheresti, come nel Chiostro di Santa Chiara: proprio non ti aspetti che una città caotica come Napoli nasconda nel suo cuore un angolo di pace. A volte basta saper cercare. Bastano due occhi che non si accontentino della mediocrità e cerchino, sotto le macerie, lo stupore che questo mondo ancora sa donarci.

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      1. Napoli è piena di tesori per lo più misconosciuti. La zona del Chiostro ne è piena, dal barocco della Chiesa del Gesù proprio di fronte al gotico di Santa Chiara, al Cristo Velato nella Cappella San Severo, le Macchine Anatomiche e il (finto) mistero, a Napoli sotterranea che sorge nel quartiere costruito sulla pianta di un teatro romano in cui sembra avere recitato le sue opere Nerone. E la storia d’o’ munaciello. Cose che immagino tu conosca benissimo ma che riscrivo per rafforzare questa condivisione e, magari, di spunto per un tuo visitatore.

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