Se l’Amore potesse bastare all’amore

Capita che una nuova consapevolezza giunga all’improvviso e ti inondi l’anima di certezze. È capitato così qualche anno fa. Era un giorno come un altro, l’estate era alle porte. Nell’aria c’era profumo di agrumi e fresie. Nel cuore, una nuova luce. Tante volte Amélie si era chiesta come si potesse capire se l’uomo al proprio fianco sia quello giusto, quello di tutta una vita assieme. Se lo chiedeva senza mai trovare una sola plausibile risposta. Poi un giorno realizzò che il compagno di una vita è l’unico uomo che senti in cuor tuo di voler sposare e l’unico al cui fianco resteresti con ancor più forza e amore nella malattia. È una certezza che si è cristallizzata nel suo cuore. Una delle poche che ha.

Quando ha maturato quella consapevolezza aveva accanto un uomo splendido ma l’ha lasciato libero, pur convinta che, quasi sicuramente, non avrebbe mai più trovato qualcuno capace di amarla con quella dedizione. La voglia di credere, però, in un viaggio visceralmente condiviso in due, l’urgenza di provare ad amare più che il cullarsi nell’essere amata, le fecero fare un salto nel vuoto. La solitudine a volte è la strada migliore per cercasi. Amélie si è guardata dentro e ha imparato a bastare a se stessa. Ha chiesto alla vita di provare a stupirla. Non aveva fretta, progetti, scadenze. Non cercava l’amore, eppure, in fondo al suo cuore, è innegabile che ci fosse quel desiderio recondito di vivere una stagione a lei sconosciuta. Perché a volte si possono condividere anni insieme senza mai appartenersi davvero. E una vita così lei proprio non la voleva. Solo rischiando, solo lanciandosi nel vuoto e provando a costruire la propria vita da sola, Amélie avrebbe potuto un giorno darsi l’opportunità d’esser felice.

Se non avesse rischiato, non avrebbe conosciuto l’Amore, quella sensazione di appartenersi già dopo il primo sguardo, quel conoscersi da sempre solo riconoscendo il profumo di buono dell’altro. È più semplice di quanto si creda. A volte ci si ostina a cercare la propria metà nei luoghi più disparati, industriandosi con battute ad effetto e copioni già sentiti mille altre volte. E, invece, una sera ti scopri legata da qualcosa di inspiegabile a un’altra vita, la senti un po’ tua e hai subito voglia di rivederla ancora e ancora e ancora. Non c’è alcun perché. Forse è una questione di pelle, un riconoscersi tra milioni di anime, un sentirsi spinti dallo stesso vento. Non c’era nulla di pianificato. Lui stravolge i tuoi schemi, sfata i tuoi pregiudizi, annulla le tue paure, colma i tuoi vuoti e tutto questo senza che tu abbia neppure la possibilità di realizzarlo. Ti ritrovi a vivere quei giorni che in fondo speravi arrivassero. Si erano solo nascosti. Ed ora eccoli. A voi tocca scriverli, ma soprattutto viverli. Cominciano così quegli amori cui non sai rinunciare, quelli che ti cambiano e ti rendono umana, vulnerabile. Quegli amori che sono tempesta e sole, luce e buio, dolce e amaro. Quegli amori che hanno un sapore nuovo, unico, che non ti stancheresti di mordere e assaporare tutta la vita. Quegli amori fatti di uno scegliersi giorno dopo giorno, perché la vita accanto all’altro ti rende migliore e proprio non sapresti immaginarti a svegliarti ogni santa mattina senza lui al tuo fianco. Quegli amori che somigliano all’amore che Amélie ha vissuto e perduto.

Dicono che, se hai amato, nulla è mai davvero perduto. Perché al di là di ogni dolore c’è stato un pezzo di vita che mai altrimenti avresti potuto conoscere, vivere, innamorartene. E se il rischio di viverlo ha comportato anche la possibilità prima e la certezza poi di perderlo, non importa più. Averlo vissuto sarà sempre la cosa più bella.

Amélie lo capisce ora, quando, senza volerlo, a un’amica poco entusiasta di una nuova conoscenza, racconta di quell’entusiasmo che deve esserci già dal primo incontro.  Non un colpo di fulmine, ma qualcosa di più intimo, profondo. È un sentirsi addosso il suo profumo, è un ricordarsi i suoi occhi, il suo accento. È un volerlo rivedere ancora e ancora e ancora. E allora perché non è bastato? Forse perché questa volta Amélie era dall’altra parte della barricata e a qualcun altro toccava scrivere  la parola fine.

Così una nuova consapevolezza si fa ora strada nel suo cuore.

La vera sfida di una coppia non è soltanto trascorrere una vita insieme. La sfida è amarsi. Più del resistere ai cambiamenti, al tempo, agli imprevisti, l’ardua impresa, o forse, la piacevole sorpresa è scoprirsi innamorati giorno dopo giorno, anno dopo anno, nella buona e nella cattiva sorte. Solo l’amore può tenere unite due vite. Non la paura, non la convenienza, non la dipendenza. Né la parvenza né il perbenismo. Per sopravvivere all’abitudine, per rendere unico, desiderato, conquistato ogni giorno, non ci sono segreti, salti mortali da fare, bugie da raccontarsi. È l’amore il collante che tiene uniti. È il credere in quell’amore senza più paure. È lasciarsi travolgere e sconvolgere i piani. È non riuscire più a concepire la solitudine come libertà. È non rinunciare ai propri sogni e alle proprie passioni ma desiderare fortemente di condividerle con l’altro. È capire a un tratto che il progetto di coppia è più bello e grande di quello individuale. È voler invecchiare con la persona che ami.

Più dei giovani innamorati che si baciano agli angoli delle strade, più dei sorrisi di due sposi sul sagrato, più del ritratto di una famiglia felice, l’immagine in cui ritrovo l’essenza dell’amore è il tenersi per mano o l’abbracciarsi di due anziani. Perché se dopo una vita insieme hanno ancora voglia di passeggiare tenendosi per mano e di salutarsi con un bacio, quello è amore. È un amore capace di resistere all’usura del tempo, alle rughe sul volto, ai capelli bianchi, ai tentativi maldestri di colorarli di nero, alle dentiere e alle protesi, alla gelosia e all’abitudine. È un amore che non conosce impedimenti. Supera gli ostacoli insieme. Affronta l’indigenza con dignità. Si reinventa una nuova vita quando perde le proprie certezze. Perché l’amore è crescere insieme, è venirsi incontro senza mai annullarsi. È credere nell’altro e in un noi capace di resistere e di restare. È un amore più forte della passione travolgente di Eros, più intenso della Philia. È Agape. Quell’amore grande che tutto ha in sé. Quell’amore che basta all’amore.

E se l’Amore basta all’amore, non ci sarà mai perdita.

Ad A. e V. , al loro Amore.
Ad Amélie e N., 
a ciò che non sono stati 
in grado di essere

 

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14 pensieri su “Se l’Amore potesse bastare all’amore

  1. “un viaggio visceralmente condiviso”… e sottolineo “viaggio” perché non abbiamo, forse, mai la certezza, ma è nel viaggio che ci si sta accanto, ci si perde, a volte, si vive, comunque, disposti ad ascoltarsi e a non fermarsi nell’abitudine. Anche la pace di una casa condivisa, del quotidiano, è un qualcosa da ritrovare ogni giorno per viscerale necessità, istinto, complicità

    non so…
    ci sono andata di getto…
    buona notte per te

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    1. LuminariaSprecata

      Hai colto l’essenza. In quel viaggio assieme, mano nella mano, c’è tutta la forza, l’ostinazione, l’urgenza impellente di viversi nel cammino quotidiano, assumendo su di sè il rischio e il peso del possibile fallimento, della caduta, del dubbio svanito nell’attimo stesso in cui si incrociano gli occhi dell’altro.
      Buonanotte a te. E buon viaggio.

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