Le domeniche di Amélie

Ci fu un tempo in cui il giorno preferito di Amélie era la domenica. La attendeva trepidante. Passava la settimana a scovare posti nuovi che avrebbe voluto vedere con lui. Luoghi che non aveva condiviso con nessun altro uomo. Dovevano riempiesi di ricordi, nessun’ombra, nessun fantasma, soltanto attesa, stupore, sorrisi, occhi felici. I loro occhi. Perché, in fondo, ci sono paesaggi, attimi, emozioni che vale la pena vivere solo per quei due occhi che, incrociando i tuoi, sottraggono peso e aggiungono leggerezza.

Alle 15:00 in punto, lui arrivava e insieme si avventuravano su strade sconosciute. Amélie non glielo diceva, ma la sua guida la rilassava. Aveva un modo dolce e rassicurante di tenere la strada e poi era uno spettacolo quando guidava, con la luce sul volto e il cuore sereno. Lei  si adagiava sul sediolino e si godeva la meraviglia che si presentava davanti ai suoi occhi. Chilometri nel verde, per strade scoscese o in salita. Sentieri nuovi, come nuovo era ciò che sentiva crescere dentro di sé. Gli occhi di Amélie hanno salvato ogni istante. Ad ogni battito di ciglia, un fotogramma. Ricordi, sensazioni, profumi. Insieme hanno passeggiato nei secoli, sulle rovine di antiche città, nelle gallerie di anfiteatri millenari, in castelli fatiscenti, in paesi fantasma. Hanno scalato montagne, percorso vecchi sentieri tra more e ginepri. Hanno imparato a guardare alle cose da un’altra prospettiva. Quella meno conosciuta, più faticosa.

Amélie tentava sempre di strappargli un’unica promessa. Promettimi che le nostre domeniche saranno sempre così, che anche quando invecchieremo passeggeremo insieme. Non chiedeva di più. Le bastava poco per essere felice. Le bastava viversi, tenersi per mano, parlare, tacere. In quel poco c’era tutto. C’era scelta, condivisione, amore.

Capita, però, che non tutte le promesse possano essere mantenute. Restano, allora, i ricordi. Quelli Amélie se li tiene stretti. Sono gli attimi salvati. Gli istanti che non tornano.

 

 

 

I know someday you’ll have a beautiful life,
I know you’ll be a star
in somebody else’s sky, but why
why, why can’t it be, why can’t it be mine?

 

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