Memorie di una prof.

19 febbraio.

Prima media. Ora di ricreazione.
G., 11 anni, mi guarda e dice: “Sa, prof., lei è proprio un modello da seguire, alla sua età ha finito gli studi, ha raggiunto tanti obiettivi, è da ammirare”.

Sorriso beffardo, il mio. Penso a quanto ci sappiano fare i ragazzini di oggi. Adulatori!

Mi fa sentire persino vecchia, oltre che inadeguata.

Poi il sorriso diventa amaro: G. sta prendendo a modello una professoressa precarissima, alla sua prima supplenza nello statale, che chissà dove sarà nei prossimi anni e chissà quando avrà una sua classe da seguire passo dopo passo. Come è strano il mio Paese! Io, precaria, modello, per un giorno, di una bimba piena di sogni ingenui.
G. si stupisce, non crede che sono alla mia prima supplenza, addirittura mi promuove e dice che sono “preparata”. F. la rimprovera: “E ci credo! Ha studiato tanti anni!”
E., scricciolo di donna, con voce flebile mi dice che vuol fare anche lei la prof. di lettere. Povero mondo, avrà un’altra ostinata sognatrice. O forse due: G. voleva fare l’avvocato per sopravvivere, ma ora sta riconsiderando di studiare Lettere per amore, “perché – dice – è più bello inseguire e realizzare i propri sogni che starsene troppo con i piedi per terra”.

Quanti danni ho fatto in queste settimane!

Forse il senso di tanti sacrifici sta nel raccogliere stupore e meraviglia negli occhi di un bambino. Forse il senso della missione che ho scelto e abbracciato lo ritroverò ogni volta che avrò le tasche vuote ma il cuore colmo, ogni volta che avrò lasciato anche solo un segno del mio passaggio nelle loro vite, ogni volta che avrò aiutato qualcuno a credere in se stesso e a dotarsi di occhi nuovi per leggere criticamente il mondo.

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9 pensieri su “Memorie di una prof.

  1. Lasciare un segno nell’immaginazione e nell’orizzonte di un bimbo è dono inestimabile che la vita ci riserva ogni qual volta si sappia trovare il coraggio di ascoltare. Di lasciare che il nostro cuore ascolti soltanto ciò che veramente conta: la passione e la grandezza di un sogno che nasce nell’attimo e che si nutre solo del proprio dialogo con il tramonto e l’alba di ogni respiro di bimba..

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    1. LuminariaSprecata

      Gli occhi colmi di sogni che mi guardano, tra stupore e meraviglia, sono il dono più prezioso che possa ricevere stando dall’altra parte della cattedra. Lo spettacolo più sincero sono loro.

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        1. LuminariaSprecata

          Forse è proprio questa precarietà, che non fa dar nulla per scontato, a rinnovare ogni giorno lo sguardo e la promessa di non perdersi, anche quando il cammino è in salita.

          Ps. non credo agli “ormai è troppo tardi”. Forse non si potrà tornare indietro, ma si può andare avanti e rendere i giorni venturi simili ai sogni che avevamo da piccoli. Non è mai tardi per fare ciò che si ama.

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  2. Nel mio cuore, porto una prof di italiano. Mi piace pensare che potresti essere tu. Ma detto fra noi, ho un debole per tutte le prof di italiano! Le uniche che conoscono meglio le idee dei loro alunni, attraverso i loro temi.

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  3. Anche i miei studenti avevano le stesse belle parole nei miei confronti “Così giovane prof, e già laureata, già insegna, che donna in carriera, da sposare!”
    Già, peccato che io per donna in carriera intenda una che alla mia età stia già lavorando per Obama, e non una precaria sottopagata e sfruttata dallo stato o, ancor peggio, dalle scuole private!
    Punti di vista…alla loro età tante cose non le possono sapere, e tocca a noi aprirgli gli occhi, seppur così facendo, gli fai crollare un mito 😉

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